Tutto può accadere e tutto si può trovare a Brera, pittoresco quartiere degli artisti, cuore brioso e boeémien della contegnosa e indaffarata Milano.
Tra vicoli impregnati di storia, di cultura, di arte e dell'incenso dei cartomanti che invitano chi rallenta il passo - incuriosito o speranzoso - a intravedere il proprio destino, enfilade di negozi particolari, bar, bistrot, locali notturni e ristoranti specializzati in differenti cucine si affacciano invoglianti sulle vie offrendo ai passanti infinite possibilità.
In Vicolo Fiori, la frenetica allegria occidentale e il quieto e struggente fascino dell'Africa si incontrano e si compensano nel Sans Egal Lounge Restaurant & Café Bistrot, nato dalla recente fusione tra due locali: il rinnovato Sans Egal, al pianterreno, e il nuovo spazio, al piano interrato, realizzato tra le pareti che fino a qualche tempo fa ospitavano il Mirò, per anni tempio del divertimento meneghino.
Un luogo coinvolgente, informale e rilassante, caratterizzato da tonalità calde e senza concessioni al minimalismo: questo è stato il punto di partenza per la realizzazione del locale sul quale si sono trovati d'accordo sia il proprietario Domenico D'Antuono e i suopi soci sia gli architetti incaricati del progetto, Giovanni Antonelli e Michela Spinola dello Studio Well Made Factory.
Legni di varia provenienza, i colori della terra, le sfumature dell'oro e del bronzo sono stati scelti per rendere più accogliente uno spazio interrato, suscettibile di pochissimi interventi strutturali, ed evocare un'atmosfera esotica, che ricordi le infuocate distese del deserto e la vita della savana.
Il locale, apero tutti i giorni escluso il lunedì a pranzo, è stato suddiviso in differenti zone studiate per rendere piacevoli e suggestivi i vari momenti della giornata: il pranzo, l'happy hour nella zona bar, la cena nella sala del ristorante o nel più intimo privè, e poi l'after dinner, sempre accompagnati da un adeguato sottofondo musicale.
Tra il movimentato spazio al piano terra e la scala che conduce al livello inferiore, tre basamenti in legno zebrano riempiti con ghiaia di fiume sorreggono tre fontane orientali dalla forma sferica, in granito, simili alle antiche macine per il grano, dove l'acqua pare scorrere quieta e silente, sorta di invito a rallentare il proprio ritmo prima di immergersi nell'oasi di ristoro ricavata in un immaginario angolo d'Africa.
Il motivo di foglie stilizzate, decoro della ringhiera in ferro dipinto che accompagna la discesa, è ripreso nel bancone del bar in legno zebrano dipinto di scuro, che si staglia su una parete dai riflessi dorati, simili agli ultimi bagliori del sole al tramonto.
Canne di bambù, illuminate dal basso da faretti incassati, sono state inserite tra la parete e i tavoli della zona bar, luogo deputato al momento dell'happy hour.
La serata può proseguire cenando nello spazio adiacente adibito a ristorante, dove si possono gustare piatti tipici della cucina italiana con uno sguardo particolare alla tradizione milanese: trofie ai fiori di zucca, per esempio, rotoloni di magro, ossobuco con risotto, carni alla brace.
Qui le suggestioni dell'Africa sono sottolineate dalla scelta del cotone leopardato delle sedie, dalla pelle stampata col motivo del coccodrillo che riveste le panche, dai portacandele ricavati da uova di struzzo posti sui tavoli di legno zebrano o nelle strette nicchie illuminate, dal maestoso pannello fatto con legni intarsiati, addossato a una parete, che nasconde un impianto audio e video.
L'impressione di movimento degli spazi dato dai contrasti cromatici del pavimento in gres e dalle tonalità terra e beige delle pareti è rinforzato dai chiaroscuri creati dalle lampade a sospensione in midollino e stoffa e dalla fila di applique Totem Light, a forma di torcia, che corrono lungo una parete della sala e rischiarano un tessuto drappeggiato al soffitto, che dà l'impressione di trovarsi sotto una tenda.
Giochi di specchi, di luci e linee che continuano nel privè, dove lo spazio è geometricamente scandito dai tavoli quadrati, dal divano trapezioidale, dai vasi a colonna in legno di palma, dalle canne di bambù e dalle lance realizzate utilizzando foglie di cocco.
Dopo cena l'atmosfera si anima e si può tirar tardi al ritmo della musica, sotto la morbida luce delle torce, tutelati da due maschere africane collocate sopra un ampio specchio a parete che proteggono gli ospiti dagli spiriti della notte.